QUANTO VALI?

QUANTO VALI?

QUANTO VALI?

Che tu creda in te stesso quando cento persone non ci credono è molto più importante del fatto che cento persone credano in te quanto tu non ci credi.”
– Mark Fisher

Quante volte dubiti di quanto vali? E quante volte sei più propenso a credere alle critiche che ti rivolgono piuttosto che ai complimenti che ti vengono fatti?

Spesso ci focalizziamo su ciò che non va di noi stessi, e ci convinciamo che non siamo abbastanza. Questo modo di pensare tende a creare un circolo vizioso da cui spesso è difficile uscire….a meno che non ci si renda conto che lo si sta perpetuando e si mettono in atto dei cambiamenti che lo soverchino!

Di che circolo vizioso parlo?

Beh, se crediamo di non valere abbastanza tenderemo a credere di non essere in grado di affrontare le prove (piccole o grandi, lavorative o affettive, scolastiche o relazionali…) che la vita pone nel nostro cammino. Nella nostra testa continueremo a ripeterci “non ce la farò!” “non sono in grado!”, e questi pensieri ricorrenti faranno automaticamente alzare il livello di ansia e stress, diminuendo così la nostra attenzione, il nostro interesse e le nostre energie verso ciò che stiamo facendo. Ciò ci predispone più facilmente al fallimento, e quando questo avviene ciò che faremo è dirci “ecco lo sapevo!” confermando così l’idea di non essere capaci e di non valere, e colpendo ancora una volta il nostro livello di autostima.

Spesso inoltre cerchiamo conferma del nostro valore nelle persone che incrociamo nel nostro cammino, credendo che da esse possiamo trarre un reale e oggettivo giudizio rispetto a chi siamo e quanto valiamo, ma è proprio così? Vi voglio raccontare una storiella….chi ha orecchi per intendere, intenda!

 

“Un giorno, un giovane andò a trovare un saggio e gli disse: “Ti prego, aiutami: tutti mi dicono che sono un fallito e uno stupido, e mi tormenta il pensiero che abbiano ragione…”

Il saggio lo guardò e rispose frettolosamente: “Scusa, ma vado di fretta, non posso aiutarti: ho una questione importante di cui occuparmi”. Poi fece una pausa e aggiunse, con aria pensierosa: “Ma se ti va di aiutarmi, ti restituirò il favore”.

“Certo, maestro!”, accettò il giovane, pur rammaricandosi che ancora una volta, e per di più dall’anziano saggio, ciò che lo riguardava veniva liquidato come qualcosa di poco importante.

“Bene”, concordò il saggio e si filò dal dito un piccolo anello con una bellissima gemma. “Prendi il mio cavallo e vai in centro a venderlo: ne ho bisogno urgentemente per pagare tutti i miei debiti, per cui vedi di ottenere un buon prezzo. Se è meno di una moneta d’oro non accettare. Vai e torna il prima possibile!”

Il giovane così fece, e quando arrivò alla piazza del mercato lo mostrò a diversi mercanti, che mostrarono tutti parecchio interesse all’inizio. Appena sentivano che lo vendeva solo in cambio di oro però, si disinteressavano subito: anzi, alcuni gli ridevano in faccia, altri, addirittura se ne andavano di punto in bianco. Un mercante gli disse apertamente che una moneta d’oro era troppo per un anello così, e sarebbe stato fortunato a ottenerne una di rame o al massimo d’argento .

Sentendo queste parole, il giovane si amareggiò profondamente e, sconfitto, risalì in sella per tornare dal saggio. “Maestro, sono costernato, ma non ci sono riuscito: ce l’avrei fatta per un paio di monete d’argento, ma non l’ho venduto perché mi hai detto di non farlo per meno di una moneta d’oro! Però mi hanno detto che questo anello non vale così tanto…”

“In effetti sollevi una questione molto interessante, ragazzo mio”, rispose il saggio. “In effetti sarebbe proprio una buona idea capire bene quanto vale prima di venderlo! E chi può fare una stima più accurata di un gioielliere? Torna a cavallo e vai in gioielleria per scoprire quanto vale. Però non venderlo al gioielliere! Chiedi a lui come esperto quanto vale e poi torna subito da me”.

Il giovane rimontò a cavallo e raggiunse il gioielliere, il quale esaminò a lungo l’anello sotto la lente di ingrandimento e lo pesò accuratamente. Alla fine, rispose al giovane: “Dì al tuo maestro che ora come ora non gli posso dare più di 58 monete d’oro, ma se mi dà un po’ di tempo per provvedere, glielo acquisterò per 70 monete d’oro”.

“70 monete d’oro?”, chiese basito il giovane, e corse dal saggio alla massima velocità. Quando il saggio sentì ciò che il giovane gli riferiva, osservò: “Ricordati, ragazzo mio: solo un vero esperto può apprezzare il vero valore. Quindi perché perdere tempo andando in giro per il mercato a chiedere e accettare il parere di qualunque sciocco?